Migliorare la UX dell’e-commerce tramite il microcopy produce numerosi benefici per lo shop online, tra cui una riduzione del tasso di abbandono del carrello: scopriamo insieme più dettagli sul tema.
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Il micro-copy per migliorare la UX di un e-commerce
Si parla insistentemente di assecondare l’utente, offrirgli un journey confortevole ed agevole, per ridurre i rischi di fraintendimenti, incertezze e dubbî che si traducono in rimbalzi e abbandoni.
L’internauta non ha grosse pretese circa l’interazione con l’interfaccia di uno shop online: non chiede mirabolanti effetti speciali o scenici, bensì, semplicità, affidabilità e sicurezza nell’uso di una piattaforma.
Ecco perché, senza voler scadere in banalità, possiamo tranquillamente affermare che per migliorare la UX in un e-commerce dobbiamo agire su elementi banali, ma in realtà importanti, come il microcopy.
Che cos’è il microcopy
Diamo subito una definizione pragmatica del microcopy: con questo termine, parliamo delle piccole parti di testo presenti, qua e là, tra gli elementi contenutistici delle diverse aree di un e-commerce.
Troviamo il microcopy, ad esempio:
- nelle schede prodotto;
- nelle categorie merceologiche;
- nel carrello;
- nell’area riservata;
- nelle CTA;
- nel testo di una pagina di errore (404);
- nei modeuli di registrazione alla newsletter;
- nelle finestre di dialogo, tooltip, placeholder.
Come possiamo notare, il contenuto del microcopy può essere determinante nell’aiutare l’utente a compiere un’azione (di nostro interesse): ecco perché dobbiamo curarlo attentamente!
Il microcopy nell’e-commerce: il suo ruolo nella UX
L’esperienza utente ha un peso determinante nel trasformare un utente/visitatore di uno shop online in un acquirente – e, perché no, anche in ambassador se continua a vivere una buona UX.
Il ruolo del microcopy è quindi quello di accompagnare l’utente in ogni momento in cui dovesse essere incerto, confuso, smarrito o frustrato a causa di qualcosa che non va nel verso giusto.
Prima di dedicarci al microcopy, però, abbiamo bisogno delle personas e di altri documenti strategici (user scenario, journey,…) tramite i quali identificare i touchpoint critici e prevedere contenuti di supporto.
Il microcopy si trasforma in un ausilio per superare i punti sdrucciolevoli, a patto di avere queste caratteristiche:
- trasmettere correttamente la personalità del brand;
- aderire scrupolosamente al Tone Of Voice (TOV) del marchio;
- contraddistinguersi per la sua natura concisa;
- non essere equivocabile in alcun modo;
- comunicare in modo trasparente;
- parlare ed interagire con gli utenti;
- evitare voli pindarici e/o messaggî troppo fantasiosi o ermetici;
- fungere da guida laddove il journey non fosse lineare.
Il microcopy: il faro della «lungimiranza»
La soglia di attenzione dell’internauta è molto breve e, la sua volubilità nel compiere un’azione è talmente forte da rendere difficile ogni singola conversione (son ben remoti gli anni del boom «dot.com»).
L’e-commerce manager sa bene quanto sia importante anticipare all’utente/acquirente ciò che succederà nelle tappe che lo portano a concludere l’acquisto/transazione sul suo negozio virtuale.
Le CTA contenute nei pulsanti, oppure, le indicazioni per consentire la corretta compilazione dei moduli per finalizzare l’acquisto non possono essere abbozzate in modo sbrigativo.
Per quanto possano sembrare banali, elementi di microcopy come «continua a fare shopping», «compralo ora», «vai alla cassa» sono quegli assist alla vendita che ti aiutano a ridurre il tasso di abbandono dei carrelli.
Altri esempi calzanti di come si possa fare la differenza tra uno shop online sciatto ed uno attento alle esigenze degli utenti sono i seguenti:
- “Spedizioni in 24 ore”
- “Reso Garantito”
- “Non inviamo Spam”
- “Opzioni di spedizione gratuita”
- “Reso e cambio merce gratuito entro 30 giorni”
- “Consegna Rapida in 2 giorni”
Gli utenti, infatti, desiderano sapere quali sono le conseguenze di un clic su un pulsante, oppure, la compilazione di un modulo.
Non dimenticarti mai di questo aspetto quando pensi al microcopy per il tuo e-commerce: potresti scoprire troppo tardi di aver sottovalutato il bisogno di sicurezza innato che è insito nell’utente/acquirente.
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