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Le differenze tra editing strutturale e correzione di bozze

In questo post, dedichiamoci ad una panoramica sui servizi di editing strutturale e correzione bozze: scopriamo le principali caratteristiche, le differenze, le tipiche situazioni in cui servono l’uno (o l’altr0).

Premessa: il processo di editing (strutturale e stilistico) e la correzione delle bozze

Prima di approfondire i temi dell’editing strutturale e della correzione delle bozze, soffermiamoci sul nostro tipico «modus operandi».

Quando ti affianchiamo nel percorso di miglioramento del tuo contenuto, il nostro lavoro si articola solitamente in questa sequenza:

  • curare l’editing strutturale (aspetti narrativi);
  • svolgere l’editing stilistico (aspetti di stile e sintassi);
  • eseguire la correzione delle bozze (aspetti grammaticali e ortografici).

Queste tre tappe del lavoro suggeriscono un approccio di lavoro che spazia dalla dimensione «macro» (struttura) a quella «micro» (stile), per giungere alla «nano» (cura del particolare).

Nel nostro post odierno, l’attenzione sarà riposta esclusivamente sulla fase di editing strutturale e sulla correzione delle bozze.

In futuro, ci soffermeremo invece su un approfondimento relativo a macro e micro editing.

Che cos’è l’editing strutturale: una definizione

L’editing strutturale – che è noto anche come «editing di sviluppo», «substantive editing», «macro-editing» o «editing narrativo» – è un processo di revisione profonda del manoscritto.

Come suggerisce il nome stesso, si concentra sugli aspetti di «alto livello» di un’opera, considerandone cioè la struttura complessiva, l’organizzazione, il contenuto e la coerenza.

L’editing strutturale presuppone un confronto costante con l’autore, poiché il suo obiettivo è quello di incrementare la qualità e l’efficacia del manoscritto, ancor prima di «rifinire» il testo.

Su che cosa si concentra l’editing strutturale?

Il focus dell’editing strutturale dell’«opera» è su:

  • trama (rallentamenti inopportuni, fughe in avanti inadeguate,…);
  • ritmo narrativo;
  • arco narrativo;
  • personaggi (arco di trasformazione, caratterizzazione, stereotipizzazione, …);
  • capitoli (equilibrio e proporzione tra le parti del testo);
  • suddivisione in paragrafi (funzionalità ed efficacia);
  • scene;
  • ambientazione;
  • colpi di scena, tensioni narrative, collocazioni;
  • analessi, prolessi;
  • chiarezza, coerenza e logica degli argomenti proposti;
  • contraddizioni, incoerenze o presenza di elementi estranei;
  • climax, microclimax, conflitti e soluzioni;
  • rispondenza alla realtà di elementi scientifici o storici.

L’obiettivo prioritario dell’editing strutturale di un’opera è far sì che la stessa sia ben costruita, coinvolgente e, soprattutto, che mantenga vivo l’interesse del lettore, dall’inizio alla fine della lettura del testo.

Non da ultimo, l’editor svolge un controllo del «product-market fit», cioè, il fatto che l’opera sia idonea ad essere proposta al pubblico target immaginato dall’autore.

Che cos’è la correzione di bozze: una definizione

La correzione di bozze – definita in inglese «proofreading» – è l’ultimo passo del processo di editing, tramite cui prepariamo il testo per la stampa e la successiva pubblicazione.

Si tratta quindi di un’operazione di «finitura» del testo, che si focalizza sull’individuazione e correzione (revisione) degli errori minori che possono essere sfuggiti durante le fasi precedenti di editing.

Nella prassi lavorativa comune, tra il correttore e l’autore è frequente che vi siano molteplici «giri di bozze», cioè uno scambio ripetuto dei documenti per non tralasciare neppure il più piccolo dettaglio.

Grazie all’intervento del correttore di bozze – o proofreader – la qualità formale dell’opera è tale da assicurare che il testo sia conforme ai normari di pubblicazione degli editori.

Su che cosa si concentra la correzione di bozze?

Il focus della correzione delle bozze è su:

  • errori tipografici (i cosiddetti refusi);
  • errori ortografici;
  • errori di punteggiatura;
  • errori di formattazione.

Nello svolgimento dell’attività, il correttore tiene conto dell’esistenza di eventuali normari editoriali.

In seguito, il materiale è trasmesso all’impaginatore. Questo professionista si occupa di comporre le pagine, con lo scopo di ottimizzare la resa tipografica ed evitare che ci siano:

  • spazi bianchi verticali (vermi, serpenti, canali e sentieri);
  • spaziatura tra le parole (nidi);
  • righe mozze (meno di un terzo della lunghezza disponibile);
  • righe che si trovano alla fine o all’inizio di pagina/colonna (orfani e vedove).

Il confronto tra editing strutturale e correzione di bozze: le differenze chiave

Vediamo un confronto tra editing strutturale e correzione di bozze, soffermandoci su 5 differenze chiave, cioè: «scopo e obiettivo», «fase nel processo di editing», «focus dell’intervento», «interazione con l’autore» e «durata e complessità».

Lo scopo e l’obiettivo

Editing strutturaleCorrezione di bozze
Dare un contributo utile a migliorare la struttura, l’organizzazione e il contenuto complessivo dell’opera.Svolgere con la massima efficacia la correzione di tutti gli errori minori presenti nel contenuto testuale (refusi, sviste,…).
Assicurare la massima solidità alla struttura narrativa e la coerenza globale del testo (prevenire le perplessità).Garantire che il testo presenti un elevato livello qualitativo della sua forma, senza alcun tipo di svista (prevenire le distrazioni).
Ad esempio, l’editor suggerisce di eliminare una sottotrama che non dà alcun contributo alla trama principale, oppure, la riscrittura di una sezione.Ad esempio, il correttore di bozze individua errori ortografici, oppure, l’uniformità e la coerenza di abbreviature e delle note a piè di pagina.

La fase nel processo di editing

Editing strutturaleCorrezione di bozze
Come suggerisce il nome stesso, l’editing strutturale si esegue nelle prime fasi di revisione.La correzione di bozze si esegue nell’ultima fase del processo di editing, prima della pubblicazione.
Il testo è ancora «malleabile» e «flessibile» e può recepire modifiche tali da impattare in modo sostanziale l’opera.La struttura e lo stile del testo sono già stati ottimizzati, ma l’opera può presentare ancora «sbavature formali» minori.
Ad esempio, l’editor suggerisce all’autore di rivedere la trama, i personaggi, i dialoghi o il ritmo della narrazione.Ad esempio, il correttore di bozze si occupa di evitare che un articolo sia pubblicato con errori ortografici o di formattazione.

Il focus dell’intervento

Editing strutturaleCorrezione di bozze
L’editing strutturale del testo si concentra su trama, sezioni, scene, capitoli, personaggi, coerenza della narrazione, logica e chiarezza delle argomentazioni e altro ancora.La correzione di bozze è incentrata solo sulla verifica della presenza di errori minori (battitura, punteggiatura, formattazioni, allineamenti, numeri pagine,…).
Ad esempio, l’editor riorganizza i capitoli di un manuale tecnico per facilitarne la lettura (miglioramento del flusso logico delle informazioni); oppure, suggerisce l’aggiunta di argomentazioni a supporto di tesi, sezioni esplicative o miglioramenti alle transizioni tra le sezioni.Ad esempio, il correttore di bozze individua dei refusi (causati magari da «correttori automatici»), oppure, che non ci siano usi scorretti dei punti fermi; la correzione può riguardare infine anche l’uniformità delle formattazioni (corsivi, grassetti,…).

L’interazione con l’autore

Editing strutturaleCorrezione di bozze
L’editing strutturale non può prescindere da un costante coinvolgimento dell’autore. Tra i due professionisti dev’esserci un buon livello di intesa (e idealmente di empatia), poiché il processo di editing/revisione ha un’evoluzione iterativa.La correzione di bozze può essere svolta in modo abbastanza autonomo. Quando il correttore ha dei dubbi, può tuttavia coinvolgere l’autore per dirimere questioni interpretative (ad es. «apparenti» errori ortografici che sono in realtà scelte stilistiche).
Ad esempio, l’editor suggerisce all’autore l’esigenza di migliorare la realisticità dei dialoghi dei personaggi; oppure, di rivedere le scene chiave della narrazione. La natura «strutturale» delle modifiche richiede quindi un confronto aperto tra autore ed editor.Ad esempio, il correttore di bozze potrebbe segnalare un errore ortografico nel termine «principî», ma non sa che l’autore è solito utilizzare il circonflesso per distinguere gli omografi (prìncipi da princìpi) e questo è un tratto affermato dello stile personale.

Durata e complessità

Editing strutturaleCorrezione di bozze
L’editing strutturale è una fase piuttosto impegnativa e lunga nel processo, che può durare diverse settimane o addirittura mesi. Questa attività può richiedere anche diverse tappe intermedie, soprattutto se sono necessari interventi stilistici.La correzione di bozze è una fase critica poiché contribuisce a rendere impeccabile la forma dello scritto, ma richiede in linea di principio meno tempo rispetto all’editing strutturale (a seconda della complessità e lunghezza del testo, fino ad alcune settimane).
Ad esempio, l’editor potrebbe aver bisogno di un paio di mesi di lavoro per svolgere l’editing strutturale di un romanzo di 400 pagine.Ad esempio, il correttore di bozze potrebbe avere bisogno di 3-4 giorni per la correzione di un articolo di ricerca lungo circa 20 pagine.

Quando servono l’editing strutturale o la correzione di bozze?

Per concludere la nostra panoramica dedicata all’editing strutturale e alla correzione di bozze, ecco alcuni esempi di situazioni in cui può essere utile ricorrere al primo o al secondo servizio:

  • «manoscritto grezzo»: la bozza di un romanzo ha una trama intricata, ricca di personaggi, ed è necessaria un’analisi approfondita per garantire che questo «ecosistema narrativo» abbia una sua omogeneità.
  • «saggi, manuali o testi complessi»: senza nulla togliere alla narrativa, le bozze di questi scritti richiedono una cura particolare dell’organizzazione logica e chiara delle informazioni, affinché siano perfettamente leggibili e comprensibili dagli studenti.
  • «report aziendali»: questi materiali presentano dati tecnici o informazioni che sono stati previamente oggetto di revisione e controllo da parte dei responsabili dei dipartimenti/funzioni che ne richiedono la pubblicazione. In questi casi, spesso è necessaria solo un’ultima verifica formale della qualità del contenuto.
  • «libri già approvati da editor/editori»: in questi casi, i testi non richiedono più interventi strutturali e/o stilistici, bensì solo una verifica finale per evitare che sfuggano errori minori.