Per rendere interessante e coinvolgente il tuo romanzo, non distrarre il lettore con le incoerenze narrative: è come se lo facessi inciampare sul cammino, lo disorientassi e, infine, lo annoiassi durante la lettura.
L’importanza della coerenza narrativa nell’esposione del racconto
Quando siamo presi da un impeto di creatività, desideriamo «fissare su carta» le nostre idee: assecondiamo il «fluire della materia», annotando ciò che spontaneamente ci sentiamo di scrivere.
Se da una parte ciò è del tutto naturale, perché fa parte dell’espressione della creatività, dall’altra, pone un rischio importante: quello di scivolare su dimenticanze, contraddizioni o incoerenze.
Il romanzo, soprattutto quando si sviluppa nel corso di un lungo periodo e ha una trama complessa, ci mette di fronte al problema della «coerenza narrativa», che pende come una spada di Damocle.
Che cosa intendiamo per coerenza narrativa?
Quando iniziamo a scrivere un romanzo, ne costruiamo le fondamenta (un po’ come una casa), stabilendo ad esempio:
- la trama (con gli eventi che si verificheranno);
- i personaggi (protagonista, antagonista,…);
- il luogo geografico (definito o non definito);
- le caratteristiche del luogo (che derivano dal punto sopra);
- il contesto storico (politica, movimenti, mode, costumi…);
Queste «fondamenta» concorrono a creare una sorta di campo entro il quale ci muoviamo nel corso dello sviluppo della narrazione.
Abbiamo quindi dei limiti entro i quali ciò che scriviamo è coerente dal punto di vista narrativo, oppure, entra in contraddizione con quanto è stato già esposto nel corso del romanzo.
Le contraddizioni ovviamente disorientano il lettore. Se il romanzo è come un sentiero nel bosco, l’incoerenza narrativa scende come una nebbia e confonde i contorni di ciò che abbiamo attorno.
Il lettore desidera invece essere accompagnato dall’inizio alla fine, leggendo qualcosa che ne mantiene stabilmente l’attenzione, lo trascina nella scoperta della storia, appassionandolo.
Alcuni esempi di incoerenza narrativa
La coerenza narrativa è quindi come l’arte dell’architettura del raccontare, dove armonia, uniformità, veridicità o (verosimiglianza) e congruenza devono regnare in ogni momento del racconto.
Nei prossimi paragrafi, vediamo alcuni esempi di situazioni in cui, all’interno di un romanzo, possono presentarsi delle «situazioni equivoche» che mettono alla prova l’attenzione del lettore.
Gli eventi presenti nella trama
La trama di un romanzo è come la «colonna vertebrale» di un racconto, dove si inseriscono eventi che segnano in modo importante la storia narrata.
Ricordiamoci di non lasciarci mai sopraffare dalla voglia di raccontare, andando a complicare il racconto o rendendolo troppo inverosimile, poiché alla lunga potrebbe stancare il lettore.
Gli eventi che non aiutano a far scorrere la trama andrebbero eliminati, così come quelli che sembrano mettere a dura prova le credibilità stessa di ciò che si racconta.
L’equilibrio nel «dire e non dire»
Le ellissi possono lasciare libero spazio all’interpretazione del lettore, ingenerando della sana curiosità, che potrebbe essere soddisfatta più avanti nello sviluppo del racconto.
Attenzione però a non eccedere troppo con le omissioni, poiché ciò che è troppo misterioso potrebbe diventare anche di difficile comprensione, causando un’eccessiva «contorsione» nella lettura.
Al contrario, evitiamo di creare parti di racconto troppo ricche di informazioni, che sembrano quasi stipate a fatica all’interno di un contenitore, pronto ad esplodere e creare il caos attorno al lettore.
I personaggi: la quantità (e la qualità)
Il romanzo non dev’essere una passerella in cui sfilano continuamente dei nuovi personaggi, col rischio di non connotare più in modo equilibrato quelli che contano veramente nel racconto.
Una quantità esagerata di personaggi pone anche la sfida di ricordarne (e mantenerne coerenti) i comportamenti e le azioni, soprattutto se se ne delineano i tratti psicologici e valoriali.
Scegliamo accuratamente i personaggi da inserire nel nostro racconto, privilegiando la qualità alla quantità: il lettore non sarà disorientato dalla crescente «stratificazione» di elementi nel romanzo.
I luoghi e i contesti storici
Infine, non dimentichiamoci che i luoghi e i contesti storici ci impongono di non perdere di vista la veridicità di ciò che scriviamo, facendo un minimo di ricerca sui fatti.
Ad esempio, se nel nostro romanzo ci troviamo in un paese che si trova nell’emisfero boreale o australe, ricordiamoci di non confondere il ciclo delle stagioni rispetto al calendario.
A livello storico, teniamo conto della veridicità per elementi come:
- movimenti popolari e politici esistenti in quel momento;
- effettiva disponibilità di tecnologie ed oggetti;
- reale «accessibilità popolare» di prodotti e servizi;
- diffusione di mode, abitudini, costumi;
- comportamenti sociali sanzionati o esecrati.
L’importanza dell’editing per la coerenza narrativa
Per migliorare la qualità del romanzo, l’autore ha sempre bisogno del supporto di un editor, poiché questa figura valuta in modo oggettivo la coerenza narrativa del racconto.
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