Per migliorare il tuo manoscritto, hai bisogno del supporto di un professionista del micro editing, che ti aiuta a valorizzare efficacemente la coerenza stilistica della tua opera.
Il (micro) editing: il focus sullo stile
Quando parliamo di micro editing, ci riferiamo all’attività di revisione di un testo che riguarda gli aspetti di «finitura» del contenuto, tra i quali appunto lo stile del manoscritto.
Trovare una definizione condivisa e sintetica di stile non è facile, ma possiamo ritenere che risponda al «come» delle 5W, cioè, il lessico che adotti e le modalità di uso dello stesso.
Quando scrive, l’autore – ovviamente – racconta col suo stile una storia: attinge dal suo bagaglio lessicale, sceglie le parole e le «lavora» abilmente per plasmare il messaggio che rivolge al lettore.
Tramite il micro editing, l’editor supporta l’autore a:
- migliorare la chiarezza del racconto (leggibilità);
- rafforzare la coerenza del racconto (tono e voce);
- favorire la fluidità del racconto (coinvolgimento).
Nel prossimo paragrafo, vediamo quali sono alcuni dei principali aspetti sui quali si concentra il micro editing.
5 tipiche aree di intervento del micro editing
Lo stile di un contenuto riflette ovviamente la personalità del suo autore. Il supporto di un professionista dell’editing stilistico, però, aiuta a valorizzare ancor di più l’impronta autorale.
Ciò è reso possibile dalla «posizione privilegiata» dalla quale l’editor osserva il contenuto: il punto di vista esterno, quello che non risente del coinvolgimento emotivo che lega il creator alla sua opera.
Ecco quindi i tipici ambiti su cui interviene l’editing stilistico.
1. La costruzione delle frasi (struttura)
Il micro editing si sofferma molto sull’approccio adottato dall’autore nella costruzione delle frasi. Se queste sono troppo lunghe, articolate e complesse, l’editor ne può proporre la revisione, suggerendo di spettarle. Questa valutazione può essere presa laddove serva dare un ritmo più serrato alla narrazione. Viceversa, quando i periodi sono troppo brevi, cadenzati e veloci, si può ridurre la frammentarietà della narrazione con frasi un po’ più lunghe, per far scorrere meglio il testo e dilatare i tempi.
2. La scelta delle parole (appropriatezza)
L’editing stilistico non tralascia l’importanza di selezionare in modo appropriato e contestuale le parole. Dove si presentano i pleonasmi, l’editor suggerisce di eliminare il superfluo. La revisione può riguardare anche l’eccessiva ambiguità semantica dei termini utilizzati, oppure, anche le suggestioni fonetiche. Al contrario, l’eccessiva puntualità e precisione può essere smussata sfruttando la polisemia o l’indeterminazione.
3. Coerenza nel registro, tono e voce
Il manoscritto deve risultare lineare e coerente nel registro, tono e voce: se l’opera presenta dei «saliscendi», ne risulta una difformità stilistica che può confondere e disorientare il lettore. Se le circostanze narrate nel racconto lo permettono, possono esserci lievi variazioni che sono ascrivibili ad esempio alle particolarità dei personaggi. Nel complesso, però, il lettore deve riconoscere dall’inizio alla fine l’impronta unica dell’autore.
4. Eliminazione delle ridondanze
Nel manoscritto, l’autore può disseminare involontariamente delle ridondanze o ripetizioni, frutto dell’espressione della sua creatività: queste «eccedenze» possono essere concettuali o verbali.
L’editor individua queste sbavature e propone le correzioni puntuali affinché il testo sia più conciso, diretto e scorrevole da leggere, senza ingenerare involontariamente nel lettore la sensazione del «déjà-vu».
5. Rafforzamento della coesione contenustica
Nell’esposizione del racconto, l’autore può trascurare involontariamente l’esigenza di presentare in modo logico e coeso le idee, non curando bene le transizioni tra i paragrafi e i concetti.
Grazie al suo sguardo «super partes», l’editor può individuare queste piccole sbavature, suggerendo il modo più appropriato per «sfumare» con dissolvenze narrative le transizioni troppo spigolose.
L’editing stilistico: un mix di sensibilità, esperienza ed empatia
Ogni contenuto è perfettibile: nulla è impeccabile ed immutabile, soprattutto al termine della prima stesura. Una buona storia merita di essere trasposta in un racconto eccellente.
Il professionista dell’editing stilistico, sa lavorare col giusto mix di:
- sensibilità (cogliere le sfumature più leggere)
- empatia (comprendere l’intento dell’autore);
- esperienza (valorizzare lo stile senza alterazioni).
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