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Come strutturare un romanzo: tecniche per una trama avvincente

Le storie avvincenti hanno sempre bisogno di una trama capace di mantenere alta l’attenzione del lettore: alcuni accorgimenti possono fare davvero la differenza nel racconto, vediamo di quali si tratta.

Il racconto ci aiuta a tramandare storie e vicende che, quando hanno una struttura impeccabile, conquistano il lettore: perché se il primo passo è coinvolgerlo, la sfida più importante è non perderlo durante lo svolgimento della nostra storia, pagina dopo pagina.

Non è un caso se alcuni tipici schemi narrativi plasmino storie di grande successo: vediamo insieme quali modelli sono noti per regalare al lettore quella «reason why» per portare a termine la lettura.

La struttura restaurativa in tre atti

Quando si cerca una struttura narrativa efficace per le proprie storie, quella in tre atti resta assolutamente un classico. Il modello in 3 atti si divide in:

  • Atto 1 (introduzione): in questa fase si presentano i personaggi, il mondo narrativo e s’introduce l’«inciting incident», ossia, l’evento scatenante che rompe la consuetudine quotidiana e dà il via all’avventura.
  • Atto 2 (sviluppo/conflitto): si tratta del nucleo della storia, dove si sommano le tensioni, si susseguono gli ostacoli e si assiste a sviluppi imprevisti. Il protagonista affronta prove sempre più difficili, con alti e bassi che dànno intensità al profilo emotivo e narrativo.
  • Atto 3 (risoluzione/conclusione): la storia giunge al culmine della tensione, e qui si risolvono i conflitti, col lettore che ritrova quello stato di serenità messo alla prova dalla precedente tensione narrativa.

Il Viaggio dell’Eroe

Il «viaggio dell’eroe» è il modello narrativo per eccellenza, quello che ha trasformato in best seller numerosi romanzi (ma anche film). Tratto dagli studî sul mito di Joseph Campbell, si articola così:

  • chiamata all’avventura e rifiuto: il protagonista è sollecitato ad abbandonare la vita ordinaria (l’esitazione nel compiere il «salto nel buio» è molto forte).
  • Incontro col mentore: è il saggio che fornisce gli strumenti o la guida al (non ancora) eroe, indicandogli la via da seguire.
  • Prove, crisi e trasformazione: il percorso è costellato da ostacoli sfidanti per il personaggio, che avrà una crisi tale da determinarne il cambiamento.

Il modello, per la precisione, si sviluppa in 12 tappe suddivise in tre atti:

  • atto primo: mondo ordinario, richiamo all’avventura, rifiuto del richiamo, incontro col mentore, varco della prima soglia;
  • atto secondo: percorso delle prove, avvicinamento alla caverna più recondita, prova centrale, ricompensa
  • atto terzo: via del ritorno, resurrezione, ritorno con l’elisir.

La suspense e i colpi di scena

Una storia troppo prevedibile e linearmente scorrevole non è avvincente: la suspense e i plot twist contribuiscono a mantenere alta l’attenzione del lettore.

Quando la sorte o il destino dei personaggi, oppure, l’esito degli eventi vissuti sono tali da crerare una forte incertezza, il lettore resta incollato alle pagine senza sosta.

I plot twist sconvolgono invece la «direzione» del racconto: è proprio in quei momenti che emergono lati oscuri della trama o dei personaggi.

Pensiamo al «mutaforme» di Vogler e alla sua versatilità nell’implementazione di colpi di scena memorabili: il tranquillo vicino di casa ed amico potrebbe essere l’insospettabile serial killer della città.

La struttura non lineare e la narrativa in medias res

In questo caso, la forza della struttura sta nell’imprevedibile: non si segue un ordine cronologico, proprio perché in questo modo possiamo rendere più profonda e misteriosa ogni vicenda.

Se pensiamo al modello «in medias res», abbiamo un chhiaro esempio di come si possa cominciare un racconto nel bel mezzo dell’azione, per poi ricostruire (a ritroso) la sequenza degli eventi.

Un’altra arma narrativa potente è quella della «frammentazione» data dall’alternanza di presente-passato: i richiami dei flashback aiutano a scoprire i retroscena di vicende incredibili.