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Rischi del Self-editing: quando e come revisionare il proprio lavoro

Trasformare la bozza di un testo in un prodotto finale di alta qualità è una sfida per ogni autore. Il self-editing può sembrare un’opzione interessante, ma comporta una serie non trascurabile di rischi.

La scrittura e il dilemma della «versione finale»

Se la «sindrome da foglio bianco» è uno dei fantasmi che terrorizza chi non riesce a riversare su carta le sue idee, l’indecisione sulla «versione finale» di un testo è altrettanto provante per tantissimi autori.

Da una parte, il rischio di innamorarsi della prima bozza di un testo è molto concreto. Dall’altro, subentra una sorta di «sindrome dell’impostore» per la quale non si è felici del proprio lavoro.

Anche quando non si scivola in questa incertezza, un’altra tentazione potrebbe farsi strada: giungere al testo finale tramite la tappa intermedia del self-editing, una soluzione non sempre ottimale.

Ci sono diverse valide ragioni per le quali è meglio non svolgere personalmente l’editing (risparmiando tempo prezioso): vediamole insieme nei prossimi paragrafi.

Il self-editing e la mancanza di obiettività

Il primo punto è forse anche quello più scontato e riguarda l’eccessiva indulgenza nei confronti del proprio elaborato. Lo scrittore può essere troppo coinvolto emotivamente per riuscire a svolgere con la giusta obiettività l’editing del proprio scritto.

Questo particolare status si riflette negativamente sulla capacità di notare in modo critico i propri errori. Allo stesso modo, può risultare difficile individuare delle aree di miglioramento nel testo.

Un editor esterno, invece, col suo sguardo imparziale non transigerà su incongruenze, incoerenze o passi poco chiari.

Anche la ripetizione di informazioni o concetti, così come i cambi repentini di registro, non sfuggeranno all’occhio attento dell’editor, contribuendo a creare maggior coerenza narrativa.

Gli errori grammaticali e stilistici

Potremmo essere riluttanti nell’ammetterlo, eppure, a forza di leggere (e rileggere) i nostri testi, finiamo per sviluppare una sorta di «cecità» nei confronti degli errori che commettiamo.

I refusi, gli errori di punteggiature o le scelte stilistiche non funzionali possono sfuggirci con estrema facilità, compromettendo la buona riuscita dell’editing (e del risultato finale del nostro lavoro).

Non dimentichiamoci che gli errori (anche se banalmente di forma) si trasformano in ostacoli che compromettono la scorrevolezza della lettura, riducendo la qualità del testo.

La coesione e la struttura narrative

Quando scriviamo le nostre opere, non sempre riusciamo ad avere uno sguardo d’insieme che sia sufficientemente ampio ed oggettivo sulla struttura dell’opera, rendendola equilibrata e funzionale.

Talvolta ci lasciamo rapire da idee, personaggi o particolari sezioni dell’opera, senza renderci conto che scivoliamo nelle digressioni, magari anche condensando troppe informazioni in un passo.

L’editor di aiuta ad accompagnare i lettori nella scoperta del nostro racconto, evitando che si perdano a causa d’interruzioni al filo logico o di variazioni non ottimali al ritmo del racconto.

La mancanza di equilibrio tra empatia e distacco

Non dobbiamo diventare granitici, monolitici ed insensibili cronisti delle vicende altrui: tuttavia, gli eccessi di empatia non aiutano ad imprimere la necessaria incisività alle nostre storie.

In alcune scene particolarmente coinvolgenti, potremmo avere uno sguardo troppo empatico (al limite del compassionevole) nei confronti dei protagonisti, facendo perdere smalto al nostro racconto.

L’editor ci aiuta invece a massimizzare l’impatto dello scritto sul lettore, grazie al suo distacco durante l’analisi: in questo modo può alleggerire o enfatizzare il peso di alcuni passi rispetto ad altri.

Ottimizzare i tempi (e i risultati) della revisione dell’opera

Il self-editing può essere una tentazione irresistibile, soprattutto se lo percepiamo come una forma di risparmio di tempo (e denaro), proiettandoci verso la realizzazione della versione finale dello scritto.

Eppure, quando i punti deboli nel nostro testo troppo tardi, per porvi rimedio dobbiamo sacrificare proprio del tempo (e budget) per eseguire (senza la necessaria serenità) le correzioni del caso.

Alla fine, ciò che conta per l’autore è ottenere un testo finale di alta qualità: chiedere il supporto a un editor significa affrontare il processo di revisione del testo col giusto approccio!