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L’uso efficace dei flashback nella narrazione

I flashback permettono di far viaggiare il lettore in una storia: per non confonderlo, però, è importante ricorrere a questo artificio narrativo col giusto equilibrio tra arricchimento e comprensione delle vicende.

Ogni storia avvincente, capace di coinvolgere il lettore e condurlo in una dimensione di scoperta ed arricchimento, oscilla tra il presente, il futuro e, non da ultimo, anche il passato.

Nell’esposizione della storia, il viaggio a ritroso nel tempo è un modo interessante per spiegare gli antefatti taciuti, quegli accadimenti che hanno plasmato le persone, ma che per un tempo più o meno lungo non vengono mostrati in modo chiaro al lettore.

Affinché la trama sia comunque piacevole, scorrevole e non confusa, è importante ricorrere al flashback con moderazione: l’analessi dovrebbe essere funzionale a rivelare ragioni profonde che motivano le azioni e le emozioni delle persone.

Vediamo insieme alcune tipiche situazioni in cui si ricorre al feedback.

Svelare dei retroscena fondamentali

Alcune reazioni o alcuni comportamenti apparentemente fuori luogo o inspiegabili, in realtà, possono essere motivati da eventi passati.

Se di fronte a un particolare stimolo il personaggio ha una reazione inattesa, il lettore potrebbe non capirne le ragioni: in quel momento, è opportuno interrompere la narrazione.

Al lettore si può illustrare un episodio traumatico o una decisione del passato che hanno ancora un peso nel presente, tali da giustificare delle azioni insolite.

Il flashback è quindi il ponte ideale per scoprire meglio la dimensione emotiva del personaggio: e tanto più si sviluppa un’empatia tra lettore e protagonista, quanto più l’analessi è utile alla storia.

Interrompere la storia per creare suspense e mistero nel lettore

Una storia in cui tutto è illustrato in modo lineare e secondo una cronologia prevedibile non è quasi mai avvincente ed emozionante.

I flashback possono aiutare a creare la giusta suspense, soprattutto quando il lettore percepisce una forte tensione in una scena introduttiva dietro alla quale si nasconde un lungo trascorso.

Questo accorgimento si può usare soprattutto in quelle narrazioni che cominciano con una situazione molto forte, come un episodio criminale, in cui si vuol risalire a ciò che l’ha determinato.

Le vulnerabilità, il dolore e la felicità intensi aiutano a spezzare in modo deciso la prevedibilità delle storie troppo lineari per affascinare il lettore: i flashback permettono di valorizzare tutto ciò.

Alcuni consigli per un uso ottimale del flashback

I flashback non devono essere usati in modo eccessivo, poiché causano troppi salti temporali che possono confondere il lettore.

Quando si ricorre al flashback, lo si fa strategicamente per sviluppare meglio una storia o per caratterizzare in modo più profondo un personaggio di cui si è data una stilizzazione molto superficiale.

Anche la fluidità con la quale si svolgono le transazioni tra passato e presente è fondamentale per evitare di confondere il lettore.

Il rischio più grande è quello di far «avvolgere» su sé stessa la storia, senza che il lettore sappia più come orientarsi tra le sequenze.

Per gestire in modo efficace queste transizioni bisogna usare verbi che alludono ai ricordi, oppure, indicazioni temporali che rendono lampante il salto nel passato.

Anche le scelte tipografiche e di impaginazione aiutano a sottolineare meglio le «cesure temporali». I paragrafi, i titoli o i sottotitoli permettono di guidare meglio l’utente nella lettura.

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