Che cosa s’intende per macro editing e, rispettivamente, per micro editing? Quali sono le caratteristiche e le differenze di questi servizi? Con l’aiuto del nostro post, scopriamone di più su questo argomento.
L’editing di un manoscritto: in che cosa consiste?
Quando il cliente si rivolge ad un professionista dell’editing, in tanti casi, non sa esattamente ciò di cui ha bisogno. Il suo manoscritto potrebbe aver bisogno di un intervento di «alto livello», oppure, essere già pronto per delle modifiche «di finitura».
L’editing si può infatti distinguere in due tipologie principali: macro e micro. Come suggeriscono i nomi stessi, il primo guarda agli aspetti «globali» (struttura) del contenuto, il secondo a quelli di stile.
Nel suo lavoro, l’editor spesso si occupa di entrambi i servizi: comincia col macro editing, per poi focalizzare la sua attenzione sul micro editing e, talvolta, offre supporto anche per la correzione bozze.
Perché si svolge prima il macro editing?
La risposta a questa domanda è molto semplice: perché qualunque modifica allo stile di un manoscritto non è molto utile, se non è preceduta da una verifica della solidità, coerenza ed efficacia della struttura di un elaborato.
Il macro editing si prefigge l’obiettivo di evitare che la storia narrata sia indebolita da parti poco funzionali, o addirittura, incoerenti. Questa attività si focalizza quindi sugli aspetti di narratologia, anziché guardare alle scelte lessicali o espressive dell’autore.
Se facessimo un parallelo col mondo delle abitazioni, è un po’ come se ci occupassimo di muri maestri, portanti, solai e tetto, anziché partire «lancia in resta» con i nuovi rivestimenti di bagni e cucine, oppure, con il parquet del salotto e delle camere da letto.
Il macro editing può quindi esserti di aiuto qualora avessi dei dubbi sulla trama, oppure, sulle svolte che si verificano nel tuo racconto. Allo stesso modo, ti aiuta a risolvere problemi che riguardano i pesonaggi, o ancora, a capire se servono dei flashblack o delle prolessi.
Puoi rinunciare al macro editing?
Di solito, a meno che tu non abbia già fatto valutare il tuo manoscritto da un altro professionista, è buona cosa non omettere la fase del macro editing nel processo di revisione del manoscritto.
Potresti non aver bisogno dell’editing strutturale qualora avessi già stabilito che non è necessario modificare in alcun modo gli aspetti relativi alla struttura del tuo manoscritto.
In ogni caso, è sempre bene valutare insieme col professionista quale sia la miglior strada da percorrere, per non sciupare un’opportunità unica di migliorare lo scritto grazie ad un punto di vista esterno.
Talvolta, infatti, potrebbero essere presenti delle «sviste narrative» che indeboliscono la storia, oppure, che la rendono meno coinvolgente poiché completamente al di fuori di ogni logica del narrabile.
I salti temporali poco credibili o la presenza intermittente (o incomprensibile) di elementi nella narrazione sono tra gli errori più frequenti che l’editing strutturale individua e corregge.
Il micro editing: come aiuta a migliorare il manoscritto?
Il micro editing aiuta a fare delle valutazioni a livello stilistico del contenuto, facendo sì che il manoscritto brilli per quanto riguarda le scelte linguistiche (registro, sintassi, retorica, dialoghi,…).
Lo stile dell’autore, ovviamente, deve restare inconfondibile: l’editor è quindi un consigliere tramite il quale operare modifiche che facciano brilla di luce propria la creatività di chi scrive il contenuto.
Se facessimo un parallelo col mondo delle abitazioni, il micro editing si focalizzerebbe quindi sulle scelte che contribuire a rendere unica la finitura degli ambienti, distinguendoli da quelli di altre case.
L’attenzione cade quindi sui dettagli, come possono essere eventuali ripetizioni (involontarie) di parole nelle frasi; oppure, il focus è sull’eccessiva sbrigatività con cui si descrivono delle scene.
Il macro e il micro editing per il tuo progetto
Nella maggior parte dei casi, gli autori di progetti testuali possono trarre benefici concreti dal coinvolgimento di un professionista dell’editing (macro e micro) per la revisione del contenuto.
La sensibilità dell’editor – il cui compito è più quello di segnalare e consigliare dove intervenire con le modifiche – spesso permette un confronto arricchente, alla pari, con l’autore.
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